Venezia in fiamme
| Pubblicato su: | Il Regno, anno I, fasc. 25, pp. 4-5 | ||
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| Data: | 15 maggio 1904 |

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Venezia cambia aspetto non è più soltanto la città delle gondole e delle esposizioni, ma quella dei bastoni e dei revolver.
Venezia che non ebbe, quasi, fazioni le ha ricevute in dono dal libellismo popolare. La vendetta fiorisce sulla laguna, meno poetica dell'antica ma egualmente seria, forse. I socialisti rispondono. Un redattore del Giornale di Venezia, Attilio Fantini, mentre se n'andava per una calle, è stato aggredito da dune malfattori che l'hanno colpito malamente alla bocca, con uno strumento da falegname.
Son passati dunque dai libelli ai colpi, e gli apostoli del lavoro si servono degli arnesi del lavoro per sfregiare í nemici. Sta bene. Colpo per colpo. Siamo in guerra a Venezia e non sì può indietreggiare. Alle bastonate del conte Brandolin bisogna pure che ci fosse qualche risposta più solida. Dalla teoria conviene passare alla pratica.
E c'è passato anche il conte Grimani, sindaco di Venezia. È andato da lui un segretario della Camera del lavoro, per parlargli in nome di certi operai disoccupati e il sindaco l'ha messo bravamente alla porta. Benissimo! È tanto che diciamo di non volere intermediari, di volere escludere i demagoghi che spadroneggiano coi padroni e sfruttano gli sfruttati! Il conte Grimani
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non l'ha detto ma l'ha fatto. Sia lode a lui e alla nostra cara Venezia, nella quale non c'è soltanto, a quanto pare, il vecchio S. Marco ma anche del giovine sangue.
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